Tradizioni, feste e sagre

La Sardegna è fuori dal tempo e dalla storia.


David Herbert Lawrence

Le tradizioni sono ancora molto vive in questo luogo incantato: l’artigianato spazia dal tessile, con arazzi e tappeti, ai lavori in sughero, in pelle e in ceramica. Anche il ricamo è praticato dai tempi più antichi e un particolare punto prende proprio il nome di “punto Teulada” perché qui inventato. Molto famoso per la sua particolarità e tipicità rispetto agli altri costumi della tradizione sarda è l’abito maschile di Teulada che risente di una forte influenza iberica. Il costume è composto da sombrero grigio a larghe falde, giacca modello bolero e camicia con collo largo. Le “bragas” (pantaloni) sono ampie e arrivano a metà polpaccio. Nella cintura in pelle è alloggiato un amuleto contro il malocchio chiamato “sa punga a giunchiglia”.

Le feste religiose e le sagre di paese si succedono durante tutto il periodo estivo. A fine giugno si celebra San Giovanni Battista con il rito di “is goppais e is gommais de froris” (i compari e le comari di fiori) e l’accensione de “su fogaroni” (il falò). A luglio si festeggia la patrona della Madonna del Carmine insieme alla sagra del Pescatore, con processione a mare, degustazioni e spettacoli. Ad agosto si svolge la festa in onore di Sant’Isidoro patrono degli agricoltori; la statuetta del santo viene portata in processione fino alla chiesetta campestre a lui dedicata, seguita da numerosi gruppi in costume che provengono da tutta l’isola. Questa manifestazione richiama nel periodo estivo un notevole afflusso di turisti. Sempre nel mese di agosto si svolge nell’ampio giardino della casa baronale la sagra del pane e del formaggio; le anziane donne del paese, che indossano gli abiti tradizionali, lavorano la pasta per il pane, che viene poi messo a cuocere nel forno a legna e offerto ai turisti.

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