Verso Cagliari

La Sardegna, con i suoi spazi immensi e deserti, con i suoi altipiani rocciosi e tutti insieme sollevati in massa sul mare.

Mario Soldati

Un itinerario di circa 70 chilometri lungo la Statale Sulcitana, splendida strada in gran parte costiera che riserva panorami mozzafiato.

Partendo da Teulada, la prima tappa è Capo Spartivento con il suo vecchio faro del 1864, il primo in Italia a essere stato trasformato in un lussuoso hotel. Si raggiunge poi la Baia di Chia. Chia è la perla di questo tratto costiero: non esiste un vero e proprio centro, ma ci sono ville e hotel costruiti nella caratteristica architettura, mimetizzati tra le grandi rocce e affacciati su un microcosmo naturalistico di rara bellezza: dune bianche, acque cristalline, ginepri secolari e lagune dai riflessi multicolore popolate da fenicotteri rosa ed aironi. Più avanti, interessante da visitare è l’antica città di Nora; nei pressi del sito, in cui si sovrappongono resti fenici, punici e romani, si trova una laguna di acqua salmastra dove vivono numerose specie di uccelli tra cui il raro gabbiano corso. Si prosegue poi lungo la costa, in un susseguirsi di spiagge e pinete, sul lungo golfo di Santa Margherita di Pula. Prima di raggiungere Cagliari, si consiglia una sosta al bellissimo Parco Molentargius; anche qui si possono ammirare i fenicotteri rosa.

“E improvvisamente ecco Cagliari (…) È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all’Italia. La città si ammucchia verso l’alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme, senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là. Sembra la Spagna, o Malta: non l’Italia”. Così scriveva David Herbert Lawrence in “Mare e Sardegna”, il diario di un viaggio che fece sull’isola circa un secolo fa.

Adagiata su sette colli, Cagliari sembra protesa verso l’alto. Le casette colorate e addossate e la cittadella fortificata, che sembra toccare il cielo, delineano il profilo della città. Dall’alto della fortezza con le sue mura e le torri difensive che guardano al Mediterraneo, la vista è mozzafiato. I quattro quartieri del centro storico conservano le tracce dell’importante passato della città. Il quartiere Castello si trova nel punto più alto della collina ed è caratterizzato da bastioni, antichi terrazzamenti e dedali di stradine. Il quartiere di Villanova è collegato a Castello dal bastione di Saint Remy, che offre un panorama spettacolare della città. Ai piedi di Castello sorge la Marina, l’antico quartiere dei pescatori che oggi è centro della vita cittadina. L’ultima zona assolutamente da non perdere è lo storico quartiere di Stampace, il più antico della città. All’ora dell’aperitivo la meta ideale è Piazza Yenne, al confine tra Stampace e la Marina, uno dei luoghi di ritrovo più frequentati della città. E poi giù alla Marina per gustare alcune tra le prelibatezze tipiche della cucina cagliaritana: la fregula cun cociula, il cous cous sardo; gli spaghittus cun arrizzonis, spaghetti ai ricci di mare, a volte accompagnati da carciofi o asparagi selvatici; la burrida a sa casteddaia, a base di gattuccio di mare con aceto e noci, il tutto accompagnato da un’ottima bottiglia di Nasco di Cagliari, un vino morbido e fresco caratterizzato dalle tipiche note muschiate del nasco, che in sardo significa muschio.

You may also like

Leave a Reply

  • * Oltre le ore 20:00 bisogna avvisare al momento della prenotazione o per qualsiasi ritardo con pagamento di 20€ dopo le 00:00